L’ autore
precisa che, prima di iniziare la ricerca per il libro, non
possedeva
una grande conoscenza degli argomenti trattati da Brown; nutriva
unicamente una grande curiosità ed un vivo interesse che lo hanno
spinto ad approfondire i vari temi.
La conclusione
alla quale Burstein giunge è che il Codice da Vinci sia
un’opera di finzione ben costruita ed affascinante, un insieme di
fatti poco conosciuti ed interessanti. Come
lo stesso autore dichiara nell’introduzione del suo libro: "Il
valore del Codice da Vinci si rivela sopratutto se lo si legge come un
volume di idee e metafore, un taccuino nello stile di quelli di
Leonardo, una guida che può aiutare ciascuno di noi a riflettere sulla
propria filosofia e cosmologia, oltre che sulle proprie credenze
religiose".
Burstein dichiara che lo scopo principale di ciò che ha scritto, non è
accertare se le idee di Brown siano esatte o meno. Egli intende mettere
in evidenza le idee e i collegamenti che si scorgono all’interno del
romanzo, presentandole al lettore in modo tale che egli possa
approfondire i vari temi, conoscerli in modo esatto e poter decidere
liberamente e coscientemente, il loro valore.
Ecco, ora, alcune parti di interviste che troverete all’interno del
libro, particolarmente interessanti.
MARIA MADDALENA:
il modello per le donne nella Chiesa.
Intervista a Susan Haskins autrice del saggio Mary Magdalen: myth
and metaphor (1993).
A suo parere,
chi era la vera Maria Maddalena?
“L’autentica
Maria Maddalena è quella dei Vangeli: la più importante tra le seguaci
di Cristo, che, insieme con le altre donne nominate da Luca, appoggiano
il gruppo errante contribuendo al suo sostentamento. Era
presente alla crocifissione di Gesù e, secondo il Vangelo di Giovanni,
fu con Maria Vergine, Maria di Cleofe e San Giovanni tra i pochi
privilegiati ad assistervi ai piedi della Croce. Fu testimone della
deposizione del corpo di Cristo nel sepolcro di Giuseppe di Arimatea;
all’alba del giorno seguente vi si recò con una o altre Marie per
portarvi degli unguenti.
Nel Vangelo di Giovanni fu a lei che Gesù apparve per la prima volta
dopo la Resurrezione e comunicò il messaggio della nuova vita
cristiana. Il
Vangelo di Marco, in un’aggiunta posteriore alla sua composizione,
afferma che da lei erano stati cacciati sette demoni.
Non abbiamo assolutamente idea di quale possa essere stato il suo
aspetto fisico. L’arte medievale e successiva l’ha ritratta come una
donna dai lunghi capelli rossi o biondo oro, perchè la chioma bionda
era l’attributo dell’ideale di bellezza femminile. Non sappiamo come
sia stata la sua vita. Dal momento che, insieme con le altre seguaci,
sosteneva il gruppo con i propri mezzi, si suppone che fosse una donna
matura (fra le altre ce n’erano di sposate o separate), relativamente
agiata e indipendente. Pertanto, concordo con quanti la vedono come una
patrona e sostenitrice di Gesù”.
Pensa che Gesù
e la Maddalena possano essere stati marito e moglie?
“Personalmente
non credo che fossero sposati. Che il loro sia stato un rapporto
importante è innegabile, ma andare davvero oltre il fatto che lei era
la sua principale discepola? La gente trova questa idea avvincente per
numerose ragioni: il matrimonio sarebbe una sorta di progressione logica
della loro relazione, che, però non è presentata nei vangeli canonici
(e ancora di più in quelli gnostici), appare piuttosto enigmatica.
Inoltre, siccome
spesso, se non abitualmente, i rabbini erano sposati, è stato più
volte suggerito che anche Cristo debba esserlo stato, anche se nei
vangeli non si trova nulla a sostegno di tale ipotesi. Non c’è alcuna
prova della nascita di un bambino, e l’esistenza di un legame con i Merovingi
è altamente improbabile”.
IL FEMMININO
SACRO: IL DIO UOMO E LA DEA
Intervista a
Timothy Freke; è laureato in filosofia. Insieme a Peter Gandy ha
scritto Jesus and the lost goddes: the secret teachings of the
original christians.
Che importanza
aveva la venerazione della dea nelle culture pagane?
“ Oltre
al mito del dio uomo, i misteri pagani raccontavano quello della dea
perduta e redenta, allegoria della caduta e redenzione dell’anima.
La più famosa
versione pagana di questo mito è quella di Demetra e Persefone. I primi
cristiani la adattarono, trasformandola nel mito di Sofia, la
dea cristiana il cui nome significa “saggezza”.
Che cosa c’è
di distintamente femminile in Sofia?
“La dea
rappresenta il tutto, l’universo, ciò che percepiamo attraverso i
sensi o siamo in grado di immaginare: il flusso delle apparenze, delle
forme, dell’esperienza. Dio, l’archetipo maschile, rappresenta l’Uno,
la misteriosa fonte di ogni conoscienza, che concepisce e testimonia il
flusso delle apparenze che chiamiamo vita. Prima
della nascita del cristianesimo, Sofia era già venerata dai mistici
ebrei e pagani.”
ALLA RICERCA DEI
SEGRETI PIU’RECONDITI DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE
Intervista a Lynn
Picknett e Clive Prince, autori del libro La rivelazione dei
Templari.
In che cosa
consistono i dossier segreti conservati presso la Bibiotheque Nationale
di Parigi, e per quale motivo D. Brown ha conferito loro una così
grande importanza nel Codice da Vinci?
“La locuzione “dossier
segreti” è stata opportunamente coniata da Baigent, Leigth e Lincoln
ne “Il Santo Graal” allo scopo di indicare una raccolta di sette
documenti di varia lunghezza (in totale, meno di 50 pagine) depositati
presso la Bibliotheque tra il 1964 e il 1967. Le
carte trattano argomenti quali il Priorato di Sion, il mistero di
Rennes- le- Chateau, Maria Maddalena e i Merovingi. Il
loro fine è dimostrare l’esistenza del Priorato e la sua funzione di
custodi di segreti storici ed esoterici, alla cui natura, tuttavia,
fanno solo qualche vago accenno. Qualunque
utente della biblioteca nazionale puà visionare gli originali. Inoltre
ne esistono edizioni anastatiche più acessibili, pubblicate negli anni
novanta dal ricercatore francese Pierre Jarnac. Forse oggi sono esaurite
ma in Francia sono state ampiamente disponibili”.
LEONARDO DA VINCI
Intervista con Denise Budd. Denise
Budd ha conseguito un dottorato alla Columbia Univerty, con una tesi
incentrata sulla reinterpretazione alle prove documentali della prima
parte della carriera di Leonardo da Vinci.
Si sa qualcosa
di Leonardo che potrebbe suggerire l’appartenenza al Priorato di Sion
o a una società segreta simile?
“Non esistono prove
che Leonardo fosse un membro del Priorato di Sion, nè di qualsiasi
altra organizzazione segreta. I documenti su cui si è basato Brown
furono scoperti, a quanto pare, negli anni sessanta alla Bblioteca
Nazionale di Parigi,
ma sembrano contraffazioni del XX secolo.”
Che
ne pensa della tesi di Dan Brown riguardo all”Ultima Cena?
“Non c’è nessuna mano priva di corpo, come suggerisce Brown. La
mano con il coltello, vale a dire la mano che secondo lui, minacciava
Maddalena, appartiene a Pietro. Pietro
non sta minacciando la Maddalena, nè sta cercando di sopprimere il lato
femminile della Chiesa. Egli tiene in mano il coltello, che è una
premonizione della reazione violenta che avrà durante l’arresto di
Cristo, quando mozzerà l’orecchio al soldato romano. Brown
usa l’assenza di un calice come pretesto per inserire nel quadro
Maddalena. Eppure, guardando l’affresco, si vede che le mani di Cristo
sono tese sopra il tavolo; la destra s’allunga verso un pezzo di pane,
mentre la sinistra indica, in realtà, e molto chiaramente, una coppa di
vino. Ed è proprio questa la mano in questione: l’ istituzione dell’Eucarestia
è chiaramente presentata sotto forma di pane e di vino. Pur
non essendo un vero e proprio calice, come quelli usati nelle modeste
pensioni religiose, si tratta comunque, di una coppa di vino, cioè
quello che uno si aspetterebbe di vedere in una raffigurazione dell’Ultima
Cena” (file aggiornato nel Novembre 2005).
Emanuela Cella Ferrari
Le parti citate sono del libro I segreti del Codice,
a cura di Dan Burstein, Edizioni Sperling e Kupfer, 2004, Milano.