Perfettamente
adeguato nel suo ruolo l’attore che interpreta il finto monaco Silas,
spietato con le sue vittime quanto con se stesso. E’ un personaggio
piuttosto oscuro e difficile da comprendere in alcuni punti, soprattutto
perché a volte nel film egli parla in latino, cosa che contribuisce ad
aumentarne l’aura inquietante. Dolce e candida la protagonista
femminile Audrey Tautou nel ruolo di Sophie: quasi una”suorina”, ma
del resto, considerati gli antenati... I riferimenti storici e religiosi
sono presentati come flash back; tale scelta, a parer mio, si rivela
giusta, poiché aiuta a comprendere meglio ciò che viene detto dai
personaggi.
Come
il romanzo, anche il film si articola nell’arco di 24 ore; quindi gli
eventi si susseguono ad un ritmo incalzante, difficile da seguire per
chi non conosce già la trama. Non è assolutamente cupo, come alcuni
critici hanno scritto: non bisogna dimenticare che la maggior parte
degli avvenimenti accade di notte; quindi le riprese sono notturne.
E’ comunque, una
storia avvincente, che può dare molti spunti di riflessione.
Come lo stesso
protagonista afferma, alla fine della storia, il quesito che dobbiamo
porci è uno solo: ”Perché Gesù Cristo non può essere divino ed
uomo insieme?” Che cosa viene tolto al figlio di Dio definendolo un
uomo che può amare al punto tale da avere una sposa? A
parer mio niente gli viene tolto; anzi molto gli viene dato, perché, in
questo modo Egli è più che mai vicino agli esseri umani.
L’uscita del
film nelle sale ha scatenato molte discussioni e polemiche da parte dei
critici che, spesso, non hanno avuto remore nel giudicarlo un film
“blasfemo, che va
contro le idee della Chiesa ...” Tali affermazioni mi appaiono
esagerate; non vi è nulla di blasfemo nel pensare ad un figlio di Dio
che, per amore degli uomini, si fa uomo anch’Egli ed accetta tutto
ciò che fa parte dell’essere uomo. In questo è compreso anche il
fatto di avere una moglie. Ma allora mi chiedo:la nostra fede è così
misera da poter essere messa in crisi da un film? Spero vivamente che
non sia così.
Personalmente la
ritengo una storia molto positiva, alla fine della quale mi sono
chiesta: Non sarebbe bello se vi fosse qualcosa di vero? L’idea
di una discendenza di Gesù non mi appare sconvolgente, anzi, vorrebbe
dire che Egli, lasciando qualcosa di Sé, non ci ha abbandonato...
Questo pensiero lo
trovo consolante...
Emanuela
Cella Ferrari