Ma la vera
anomalia è che le tesi del Codice sono state prese per
buone da troppa gente, tanto da far montare un casus belli
che ha dell’incredibile, con da un lato milioni di persone che credono
ciecamente a tutte le tesi esposte, dall’altro decine di illustri
studiosi che si sono presi la briga di scrivere dotte critiche a ciò
che Brown ha sostenuto. L'autore è andato a cercarsi guai fin
dall'inizio: invece di lasciare soltanto la solita formuletta che
mettono tutti i romanzieri all'inizio di ogni libro (cioè: questo libro
è opera di fantasia... qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone
è assolutamente casuale), Brown si è lasciato andare ad una
affermazione delirante: "Ogni descrizione di opera d’arte,
architettura, di documenti, e rituali segreti di questo romanzo è
esatta", dicitura che poi è stata tolta nelle successive ristampe.
Ma la miccia era ormai innescata.
Dopo la
pubblicazione del libro, storici e studiosi d’arte, laici e religiosi,
di ogni paese hanno pubblicato articoli e libri di critica alle teorie
di Dan Brown. In prima fila ci sono teologi e giornalisti cattolici.
Amy Welborn,
editorialista e redattrice del settimanale cattolico “Our Sunday
Visitor”, una delle prime a pubblicare confutazioni al libro, ha rilasciato questa intervista, pubblicata da ZENIT
il 4 maggio 2004 (che può essere letta per intero nel sito dell'Opus
Dei):
"Prima c’è
stato Il Codice da Vinci. Ora arriva De-coding da Vinci
(Decodificando da Vinci). Il Codice da Vinci è
sicuramente un’opera di pura invenzione, e da molti punti di vista.
Nel contesto di questo romanzo, però, l’autore, Dan Brown, presenta
molte affermazioni sulla storia, la religione e l’arte, e le presenta
come verità, non come parte del suo mondo di finzione. Ad esempio, uno
dei punti centrali di Brown è il fatto che i primi Cristiani non
credessero che Gesù fosse divino e che Gesù e Maria Maddalena fossero
sposati. Pone queste affermazioni in bocca a personaggi eruditi e le
sottolinea con frasi come ‘gli storici affermano’ o ‘gli studiosi
sostengono’. Brown, inoltre, presenta all’interno del suo libro come
veritiere, nonostante la loro scarsa affidabilità, fonti che vengono
presentate anche in una bibliografia disponibile sul web. Ha poi
affermato più volte in varie interviste che parte di ciò che fa nel
suo libro è presentare una storia perduta per i lettori fino a questo
momento, e che è contento di farlo".
Ve ne elenco
altri:
- Contro il
Codice da Vinci di José Antonio Ullate Fabo (edizioni Sperling).
L'autore è un avvocato spagnolo, che ha trovato ben 37
invenzioni e
falsi storici nel libro.
- I segreti del
Codice Da Vinci. Guida non autorizzata a fatti, personaggi e misteri del
Codice Da Vinci di
Simon Cox (edizioni Età dell'Acquario).
In che misura il romanzo è storicamente
attendibile e dove invece altera i fatti a vantaggio della finzione
narrativa? Cosa c’è di vero, di verosimile o di probabile, e che cosa
è soltanto frutto della brillante fantasia dell’autore? Questo libro
- che soltanto in Inghilterra ha venduto oltre 250.000 copie - si
propone di eliminare ogni equivoco. Agilmente strutturato in voci disposte
in ordine alfabetico, è uno strumento
prezioso per i molti appassionati del romanzo, e per tutti coloro che
nutrono interesse per la straordinaria verità che si cela dietro alla
leggenda del Graal.
-
Maria Maddalena.
La Dea occulta del cristianesimo
di Lynn Picknet
(edizioni
Età dell'Acquario), un ottimo libro che analizza la figura di Maria Maddalena,
ritratta tradizionalmente come una
prostituta pentita soccorsa da Gesù. La Maria Maddalena dei Vangeli è
assurta in tempi recenti a icona di un nuovo cristianesimo, come
«tredicesimo» apostolo, la «donna che sa tutto», nella Chiesa delle origini
seconda soltanto a Gesù, di cui sarebbe stata l’amante e la compagna
spirituale, e a cui avrebbe anche dato un figlio.
- Il
Codice da Vinci. Verità e menzogne, di Darrel L. Bock (edizioni
Armenia), anche questo dedicato a Maria Maddalena.
L'autore è un teologo americano,
studioso di storia antica e insigne biblista, e confuta con dovizia di
argomentazioni storiche e archeologiche la ricostruzione delle origini
del cristianesimo alla base del thriller e risponde agli interrogativi
inquietanti sollevati dal romanzo. Chi era davvero Maria Maddalena? Fu
la sposa di Gesù e madre della sua progenie, oppure Gesù, che le
Scritture descrivono come uomo non sposato, non seguiva le tradizioni
ebraiche? Fu davvero demonizzata dalla Chiesa? Maria di Magdala compare
nel Vangelo di Luca, dove viene esorcizzata da Gesù,
poiché invasata dai demoni. La troviamo presso la croce nel Vangelo
di Matteo, tra le
dolenti. Infine, è testimone della
resurrezione. Per i Padri della
Chiesa, Maria Maddalena fu fedele seguace di Cristo. In seguito fu fatta
santa, segno che di demonizzazione non si può proprio parlare. Sul
fatto che alcuni la identificano con una prostituta, responsabile
dell'errore fu la confusione tra due passi evangelici contenuta in una
omelia di papa Gregorio Magno, che associò l'unzione dei piedi
di Gesù con l'uso di unguenti a scopo seduttivo, per cui una devota che
compie un gesto di adorazione come l'ungere i piedi con unguenti
preziosi è diventata una consumatrice all'ingrosso di unguenti costosi,
cosmetici che potevano usare solo delle prostitute. In realtà, nel
testo sacro si parla di una "peccatrice", senza entrare in
particolari. Il libro di Bock chiarisce anche il metodo usato per la
scelta dei Vangeli da inserire nel "Nuovo Testamento", con un
esame delle credenze degli altri Vangeli, gnostici e apocrifi.
- I segreti del
Codice di Dan Burstein (edizioni Sperling), che troverete in
questa pagina.
Poi ancora:
- La verità sul
Codice da Vinci di Bart Ehrman (edizioni Mondadori).
- Il Codice
svelato di Marco Fasol (edizioni Fede e cultura).
- Inchiesta sulla
resurrezione di Andrea Tornielli (edito da Il Giornale).
- Attacco alla
Chiesa di Andrea Tornielli e padre Livio Fanzaga (edizioni
Gribaudi).
Sul tema è uscito anche un romanzo,
La cospirazione da
Vinci di
M. Sinclair (edizioni Età dell'Acquario). E se dietro al
successo mondiale del libro di Dan Brown si nascondesse un
oscuro complotto? E se qualcuno volesse confondere le idee sul Graal per
impedire all’umanità di entrare in possesso del Grande Segreto, cioè
del potere capace di sovvertire l’Ordine del pianeta? Seth Thévenot,
un giovane studente franco-americano che soggiorna ai Tatti, la
splendida villa rinascimentale sulla collina di Fiesole oggi sede
fiorentina dell’Università di Harvard, è alla ricerca di un
manoscritto del Vasari dedicato ai rapporti tra Leonardo da Vinci e l’alchimia.
Ma tutte le copie che esistono al mondo sembrano misteriosamente
scomparse. Questo è solo l’inizio di una stupefacente avventura che
si svilupperà tra Firenze, Parigi e Roma, in luoghi suggestivi e
remoti, fra messaggi cifrati, opere d’arte in codice e personaggi
ambigui.
Un Codice che è
una pacchia
Giornalisti,
scrittori, esoteristi, saggisti e teologi stanno pubblicando, uno dopo l'altro,
testi di confutazione alle teorie espresse da Brown nel romanzo. Non
esiste quotidiano o rivista che non abbia dedicato almeno un articolo al
libro o al film. Pensavate che fosse stato detto tutto? Niente affatto!
Si parla del Codice in spettacoli televisivi e
radiofonici, sono in arrivo altri libri e altri articoli. Verranno
pubblicati presto altri testi contro Dan Brown e testi contro chi è contro Dan
Brown. Mi aspetto anche una pièce teatrale del Codice, un
radiodramma e una versione semplificata per bambini. Non sarebbe male
anche una telenovela e- perché no?- un Codice osé: prima o poi
qualcuno ci penserà. Potranno essere successi o insuccessi, ma ogni
volta che se ne riparlerà le vendite del libro avranno un’impennata.
Già i più raffinati fan di Dan Brown possono esibire la stilo del Codice, in oro 18 carati, con l’uomo vitruviano e il logo del film;
peccato costi circa 1.600 euro. Per i meno abbienti ci sono tazze,
cappellini, segnalibri, puzzle, DVD, videogiochi, quaderni e matite,
perfino un mazzo di tarocchi, edito da Armenia (quelli originali del
Codice).
Concluso
felicemente (per Brown) il processo per plagio, che lo vedeva
contrapposto a due degli autori de’ Il Santo Graal, si annunciano
altri guai giudiziari. Il russo Mikhail Anikin, studioso di Leonardo e
dipendente del Museo Hermitage di San Pietroburgo, lo ha citato in
giudizio; tempo fa ha scritto un saggio su Leonardo, traendo conclusioni
che Brown avrebbe copiato. Il prof. Anikin vuole pubbliche scuse e la
metà dei guadagni del libro. Un cardinale nigeriano afferma che
denuncerà Brown per vilipendio della religione cattolica: mica si può
porgere l’altra guancia all’infinito. Per non essere da meno, un
opinionista islamico ha dichiarato che Gesù non è patrimonio dei
cattolici (è nominato 11 volte nel Corano) e chi lo offende è colpevole
come chi offende Maometto.
Ci sono anche
effetti collaterali positivi: in un articolo di Gianni Riotta sul
Corriere del 20 maggio 2006, dal titolo L'ARMA DELLA TRASPARENZA- L'Opus Dei
batte il Codice da Vinci, il giornalista ci informa che invece di
“denunciare,
smentire, trascinare autore e regista in tribunale, la «prelatura
personale» fondata da san Josemarìa Escrivà de Balaguer, ha colto
l'occasione per aprirsi al dialogo con i giornalisti, fin qui detestati
e messi al bando. Non trincerandosi dietro la tradizionale segretezza,
l'Opus Dei - definita dalla stampa anglosassone «Octopus Dei» la
piovra di Dio, per gli interessi riservati - ha chiesto ai suoi
esponenti di ricevere e discutere con i cronisti, ha aperto gli archivi
al più rispettato vaticanista americano, John Allen per un suo libro, e
ha perfino scherzato sul cilicio, la maglia di ferro medievale che
alcuni esponenti indossano per penitenza, come il monaco killer Silas
nel romanzo di Brown e nel film polpettone deprecato a Cannes”.
L'Opus Dei ha
affermato che le mistificazioni di Dan Brown alla fine saranno un
toccasana per rendere palese la verità sulla prelatura.
I musei citati
nel libro, le chiese, i palazzi sono ora mete turistiche ancor più del
solito; la cappella
di Rosslyn, abitualmente visitata da 30.000 turisti all’anno, ora se
ne vede arrivare 120.000; tremo al pensiero delle code
della prossima estate per vedere la Gioconda e la Vergine delle
Rocce,
code che già sono da sempre chilometriche!
Intraprendenti
agenti di viaggio hanno escogitato un Magic Tour a pagamento nei
luoghi del libro, per cui adesso orde di turisti calano al Louvre
(percorrendo la Grande Galleria con gli occhi attenti di un segugio), nell'abbazia di Westminster, a Temple Church e nella
cappella di Rosslyn, a caccia di "segni". Ma il peggio è
successo nella chiesa di Saint-Sulpice, nella quale turisti sconcertati
vagano cercando un tempio dedicato a Iside nella cripta e un inesistente
pavimento di granito grigio. Per chi contempla la linea meridiana
incassata nel pavimento, la "Linea della Rosa", immaginandosi
messaggi criptici nascosti da qualche misteriosa Fratellanza occulta,
magari cercando il buco fatto nella pietra antica dai colpi di Silas, il
killer albino, un cartello avverte ironicamente:
"L’unico modo
per conferire un senso religioso a questo strumento di astronomia è di
riconoscere in Dio il Creatore e il Signore del Tempo".
Spero che di
questa pacchia mediatica benefici anche il bel romanzo di Carlo
Sgorlon,
Il Processo di Tolosa, pubblicato nel 1998 da Mondadori,
che racconta la stessa storia del Codice. Ambientato nel
1939, narra di un giovane professore, Louis Dagobert Plantard de
Lorraine, che viene processato per aver ucciso un uomo in possesso di
documenti compromettenti su sua moglie Irene. Condannato, il giovane
viene però liberato durante il trasferimento in carcere dai Priori di
Sion, un’associazione segreta che lo considera l’eletto, erede di
una dinastia francese che si credeva estinta... Il libro ha avuto
solo cinque edizioni e ne meritava ben di più, perché i suoi pregi
letterari sono di gran lunga maggiori di quelli del Codice, e anche per
premiare l’onestà intellettuale dello scrittore friulano, che senza
farsi problemi ha tranquillamente dichiarato, all’inizio del libro:
“Molte notizie storiche o leggende di questo romanzo sono state
ricavate, e liberamente interpretate o rifatte, dal saggio Il Santo
Graal di M. Baigent, R. Leight e H. Lincoln (Mondadori, 1982)”.
La Chiave di
Salomone
Il prossimo romanzo, al quale Dan Brown sta lavorando, The Solomon
Key (La Chiave di Salomone), partirà avvantaggiato da anni di
polemiche sul Codice, dalle critiche allo stile letterario
dell'autore e dai guai giudiziari affrontati; per questo i soliti ben
informati raccontano che la prevista uscita alla primavera 2006 è
slittata per dare tempo a editore ed autore di controllare ogni parola
del testo, per evitare guai. Si sa comunque che sarà ambientato a
Washington; dopo gli Illuminati di Baviera di Angeli e demoni
e il Priorato di Sion del Codice, ne saranno protagonisti
i Massoni. Indiscrezioni sulla blindatissima trama sono state date dallo
stesso editore del libro, Stephen Rubin, il quale, dopo un pranzo
di lavoro con un giornalista del New York Times, ha molto opportunamente
lasciato cadere qualche particolare (in un momento di fintissimo
abbassamento della guardia causato dall’ottimo pasto) per accontentare
fan e Media: sappiamo che il protagonista sarà ancora Robert Langdon,
un “Harrison Ford in giacca di Harris tweed”, come viene
descritto dal suo ideatore, con occhi azzurri vivaci e una voce che pare
“cioccolata per le orecchie”. Sappiamo che il teatro delle
gesta sarà la capitale amministrativa degli USA, Washington, e i suoi
numerosi simboli esoterici; si parlerà di una cospirazione che
coinvolge George Washington, Thomas Jefferson e gli altri Padri
Fondatori degli Stati Uniti, con omicidi di uomini politici di oggi. La
fibrillazione dei fan è salita alle stelle dopo la dichiarazione di Dan
Brown: la copertina del Codice contiene indizi su The
Solomon Key.
Ma queste briciole
non possono bastare agli affamati fan; ecco allora The Guide to
Dan Brown's The Solomon Key, che spiega tutto sul libro che
ancora non esiste. Ma come? No, Greg Taylor non è un veggente e neppure
ha sbirciato le bozze, ma è un uomo intelligente e ha spulciato tra
quello che Brown ha detto nelle varie interviste, quello che c’è sul
suo sito ufficiale, quello che c’è sui siti degli ammiratori, oltre
ad aver studiato a lungo la rivelatrice copertina del Codice
per carpirne ogni segreto, et voilà,
ecco fatta la guida, che mescola la Massoneria con la CIA, i Padri
Fondatori (che si sospetta non fossero neppure veri Cristiani, per cui
chissà cosa possono aver combinato) con sette segrete molto pericolose
infiltrate nel governo USA, in un tripudio di simbologia esoterica degli
edifici di Washington. Il libro di Taylor non è l'unico; ne sono usciti
altri (una decina!) che rivelano trama e particolari del libro; se io
fossi Dan Brown, cambierei trama e finale per fare dispetto a tutti!
Ma che cos’è la
vera Chiave di Salomone, che ha dato il titolo al libro di
Dan Brown? Si tratta del più famoso Grimorio (testo pratico di magia)
di tutti i tempi, attribuito dalla tradizione appunto al re Salomone,
che con la magia aveva avuto a che fare per tutta la vita, tanto che gli
venivano attribuiti la conoscenza di tutte le cose, un’infinita
saggezza e un anello magico che gli permetteva di capire il linguaggio
degli animali.
Ne è appena uscita una versione completa, edita da Venexia, curata da Sebastiano Fusco
(Euro 29,50),
una edizione perfettamente aderente all'originale che spiega le
pratiche di meditazione e di contemplazione, in modo tale da rendere il
testo accessibile a tutti.
Il volume riunisce
e commenta per la prima volta i tre testi fondamentali della tradizione
magica cerimoniale: la Chiave di Salomone, il Lemegeton e il
Testamento,
il cui compito era di evocare le entità disincarnate infernali e
celesti. A tal fine è stata recuperata l’antica iconografia
originaria per ricostruire i sigilli e i talismani e ripristinare
dall’ebraico la versione corretta dei nomi soprannaturali, sconvolti
nei secoli dall’ignoranza dei copisti. Questa edizione critica dei
testi salomonici contiene copioso materiale esplicativo sul senso dei
rituali e sulle relative indispensabili pratiche di meditazione e
contemplazione, in modo tale da renderlo accessibile al vasto pubblico.
Contiene circa 500 illustrazioni in b/n. Non piacerà soltanto agli
studiosi e appassionati di esoterismo, ma anche ai lettori che vogliono
approfondire l'omonimo bestseller di Dan Brown.
Sebastiano
Fusco, curatore dell'opera, è giornalista e saggista di fama internazionale. La sua folta
produzione libraria (spesso sotto lo pseudonimo di Jorg Sabellicus)
spazia tra divulgazione scientifica, tradizioni magiche, alchimia,
esoterismo e narrativa fantastica. Ha pubblicato con vari editori, fra
cui La Nuova Italia, Ed. Mediterranee, Fanucci, Mondadori, Solfanelli,
Sugar, Hermes, Newton Compton
E come si lega
Salomone con la Massoneria? Secondo la leggenda, durante la costruzione
del tempio di Salomone era capo dei lavori Hiram Abiff, che fu ucciso
perché non voleva rivelare i segreti della costruzione... beh,
leggetevi il libro, la vera Chiave di Salomone, in attesa
di quella di Brown, così ingannerete l'attesa e ne saprete di più
quando arriverà il romanzo.
Devon
Scott