L’anno seguente Brown fu testimone di una incredibile vicenda: una
goliardata (una e-mail scherzosa in cui parlava ad un amico di un piano
per uccidere l'allora presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton) costò
ad uno studente del College l'arresto da parte dei Servizi Segreti.
Brown ne rimase scioccato: come era possibile una cosa simile? Voleva
dire che le agenzie di stato erano in grado di sorvegliare tutti, con
violazioni delle più elementari libertà. Scrisse allora Digital
Fortress (pubblicato nel 1998 in inglese e in uscita a giugno da
noi col titolo di Crypto), di cui era protagonista al
negativo la National Security Agency, il Grande Fratello
digitale. Sempre nel 1998 pubblicò un altro libro umoristico, The
Bald Book, ufficialmente scritto dalla moglie; poi seguirono Angeli
e demoni (nel 2000), la cui vicenda si svolge un anno prima del Codice;
Deception point (nel 2001, pubblicato da noi col titolo di
La verità del ghiaccio)
e,
infine, Il Codice da Vinci (nel 2003).
Tutti
i libri precedenti non avevano avuto altro che un modestissimo successo;
si dice che in tutto Brown abbia guadagnato poco più di quarantamila
dollari in diritti d’autore: la cifra sarebbe faraonica in Italia per
un esordiente, ma negli Stati Uniti, paese di forti lettori, testimonia
una reazione di scarsa attenzione nei confronti di un autore. Invece il Codice
fu un best seller fin dal primo giorno, con 6000 copie vendute in 24
ore. Sull’onda del successo del libro sono stati ristampati tutti i
precedenti libri, prima ignorati; in Italia Angeli e Demoni
non ha bissato l’incredibile cifra raggiunta dal primo, ma si è
comunque attestato sopra un rispettabilissimo mucchio di 1.2000.000
copie.
Di Dan Brown ora
si sa tutto: che è un tipo tranquillo e schivo, che adora la moglie
(pittrice e appassionata di storia) e che le affida tutte le ricerche
sui suoi libri, che si sveglia all’alba per scrivere, che misura il
tempo di lavoro con una clessidra, che per rilassarsi usa speciali
stivali, i gravity boot, che gli permettono di appendersi
a testa in giù come un pipistrello. Egli stesso ha spiegato che la
passione per anagrammi e crittogrammi è una mania di famiglia: il padre
matematico li costringeva a risolvere questi enigmi per ottenere i
propri regali di Natale, come il nonno di Sophie (la protagonista
femminile del Codice) organizzava cacce al
tesoro per la nipote. E in una recente intervista ha detto che ha
cominciato a fare lo scrittore non tanto per passione, ma per tirar su i
soldi dell’affitto... Nel
2004 Dan Brown ha donato due milioni di dollari alla sua vecchia scuola,
la Phillips Exeter Academy, in onore di suo padre Richard, per comprare
computer agli studenti.
Per saperne di più: Sito
ufficiale di Dan Brown
Il Codice da
Vinci
Nella scena iniziale del thriller vediamo Jacques Saunière, curatore
del Louvre, inseguito da un misterioso assassino fino alla Grande
Galleria del museo parigino. Alla polizia, arrivata pochi minuti dopo,
appare uno spettacolo orribile: il cadavere del curatore, completamente
nudo, messo nella posizione dell'Uomo di Vitruvio, il celebre disegno di
Leonardo da Vinci. Il capitano della polizia, Bezu Fache, si accorge
subito che non è stato il killer ad attuare l'insolita messa in scena,
bensì la stessa vittima, nell'estremo tentativo di far arrivare a
qualcuno un messaggio. A chi e quale messaggio?
Nell'immagine a
lato,
"L'Uomo di Vitruvio", disegno di Leonardo da Vinci
Il capitano fa
chiamare uno studioso americano, Robert Langdon, esperto di simbologia
religiosa e ospite della città francese per un ciclo di conferenze.
Svegliato nel cuore della notte da un poliziotto, Langdon non capisce
perché venga portato al Louvre a vedere il cadavere di Saunière. E
neppure capisce lo strano atteggiamento del capitano, finché una
telefonata di Sophie Neveu, criptologa che collabora con gli inquirenti
e nipote della vittima, non gli rivela che è lui ad essere sospettato
dell'omicidio. Una scritta lasciata dall’uomo prima di morire,
tracciata col suo stesso sangue, dice:
“13-3-2-21-1-1-8-5
O, Draconian devil!
Oh, lame saint!”
I numeri sono una
notissima sequenza, detta di Fibonacci, dal nome del matematico che la
inventò; ma il testo (O, diavolo draconiano! Oh, santo zoppicante!)
non sembra avere alcun senso. In realtà il messaggio finisce con un:
“P.S.:
Trova Robert Langdon”
frase eliminata da
Bezu Fache (che la crede la prova che il moribondo ha segnalato il nome dell’assassino)
per tendere una trappola a Langdon.
Con l’aiuto di Sophie, Langdon simula una fuga; mentre la polizia
corre dietro un falso indizio, i due trovano la chiave del messaggio,
contenuta in una sequela di anagrammi, che fanno riferimento ai quadri
più noti di Leonardo: il diavolo draconiano indica la Monna Lisa, dove
trovano un altro messaggio: “So dark the con of man”
(così oscuro l’inganno dell’uomo), a sua volta anagramma di Madonna
of the Rocks, la Vergine delle Rocce.
Nell'immagine
a lato,
ritratto di Leonardo da Vinci
Dietro questo
quadro si trova una chiave, che apre una cassetta di sicurezza. Ma di
quale banca? L’indirizzo, scritto sulla chiave, porterà i due
fuggitivi ad una banca svizzera e ad un misterioso cofanetto. Inseguiti
dalla polizia e dal killer, il quale, non avendo ottenuto quello che
voleva nonostante una impressionante serie di delitti, li bracca da
vicino, Langdon e Sophie si rifugiano nella casa di sir Leigh Teabing,
famoso studioso del Graal.
Con lo svolgersi
della vicenda, i due protagonisti scoprono un complotto vecchio di
duemila anni, montato dalla Chiesa per nascondere la verità storica
riguardante Cristo, che in realtà non sarebbe affatto morto sulla
croce, bensì si sarebbe sposato con Maria Maddalena, scappando poi con
lei (incinta di Sarah, la loro prima figlia) in Francia. Qui i loro
figli avrebbero fondato la dinastia dei Merovingi, i cui discendenti
sarebbero ancora vivi, anche se nascosti al mondo ed alle rappresaglie
della Chiesa da una società segreta, il Priorato di Sion. Uno dei Gran
Maestri del Priorato sarebbe stato proprio Leonardo, che nei suoi quadri
avrebbe messo vari indizi per scoprire il vero ruolo storico di Maria
Maddalena.
Silas, il killer
albino del libro, è un membro dell'Opus Dei, segretamente manovrato
dallo studioso fanatico del Santo Graal, sir Leigh, falso amico di
Robert Langdon, deciso a rivelare a tutti il
complotto cattolico.
Nella foto a
lato,
la Piramide davanti al Museo del Louvre, Parigi
Tra
omicidi efferati, sette segrete, genealogie misteriose, corse in auto,
giri per chiese, la vicenda si snoda fino al più classico degli
"happy end": i cattivi vengono eliminati, il prezioso segreto
salvato, sepolto per sempre sotto la piramide davanti al Museo del
Louvre. Sophie inizia l'immancabile storia d'amore con Langdon, confortata anche dal ritrovamento della nonna e del fratello
creduti morti (file aggiornato
nel Maggio 2006).
Devon
Scott