Nell'immagine
a lato,
le tre piramidi di Cheope, Chefren e Micerino
L'interno della
piramide è vuoto. I primi archeologi che vi penetrarono trovarono un insieme di
corridoi molto stretti che sfociavano in una grande sala lunga dieci metri e
larga cinque, in cui vi era un grande sarcofago. Altri corridoi portavano a sale
minori.
In seguito vennero fatte alcune scoperte singolari. Si scoprì che i quattro
lati della piramide avevano una lunghezza complessiva di 36.506 pollici egiziani
( il pollice egiziano corrisponde quasi esattamente al pollice inglese, cioè a
due centimetri e mezzo); mettendo una virgola decimale a questo numero, si
ottiene il numero esatto dei giorni dell'anno.
Si fecero allora numerose supposizioni. Una di queste fu che le misure interne
ed esterne della piramide fossero state stabilite in corrispondenza a misure
spazio-temporali di carattere storico o astronomico, e si ottennero delle
coincidenze piuttosto strane. Per esempio, l'altezza della piramide ,
moltiplicata per un miliardo, ci dà esattamente la distanza minima della Terra
dal Sole. Seguendo questa traccia, alcuni studiosi intrapresero una serie di
misurazioni, prendendo sempre come unità il pollice egizio e fecero alcune
scoperte ancora più singolari.
Partendo dalla
porta di ingresso della piramide e calcolando lungo il sistema dei corridoi un
pollice per ogni anno, tenendo conto di tutti i dati astronomici e matematici,
si giungeva ad una specie di profezia, costituita da un elenco di numerose date senza,
però, che fossero precisati gli avvenimenti a cui esse si riferivano.
Per esempio, era segnata la data del 4 aprile 1486 a. C., che corrisponderebbe
all'esodo degli Ebrei dall'Egitto. Un'altra data era quella del 4 ottobre del 4
a. C. che, secondo alcuni storici, sarebbe la vera data della nascita di Cristo.
Giungendo a tempi più recenti comparivano altre date. Una di queste era il
1492, anno della scoperta dell'America; il 1517, anno in cui Lutero diede inizio
alla sua riforma affiggendo le sue 95 tesi alla porta della cattedrale di Wittenberg.
Nell'immagine
sopra,
la piana con le tre piramidi di Chefen, Cheope e Micerino
Nell'ultimo
corridoi vi è un grande masso che ostacola il passaggio.
Le date da esso indicate vanno dal 4 agosto 1914 al 10 novembre 1918; precisione
alquanto strana e sensazionale per la perfetta concordanza con l'inizio e e la
fine della Prima Guerra Mondiale. Continuando questo discorso, vennero scoperte
altre date molto interessanti. Una di queste è il 20 agosto 1939, data quasi
esatta dell'inizio della Seconda Guerra mondiale, e il 4 marzo 1945, data anche
questa quasi esatta della fine del conflitto.
Dalla data del 2 agosto1909 al 12 dicembre 1919, le pietre del pavimento sono in
tufo, da questa data fino al 20 agosto 1953 sono di granito. Oltre questa data
vi è un muro sul quale è disegnato un ovale con il nome di Cheope e cinque
animali: un tucano, un'oca, un'anatra, un cane e, al centro, un serpente.
Altre date future che appaiono interessanti sono il 1979-80, che per alcuni
avrebbe dovuto corrispondere al terzo conflitto mondiale, e il 1991-92, che
avrebbe dovuto indicare grossi cambiamenti di ordine terrestre e celeste e
avrebbe dovuto corrispondere alla venuta del Grande Monarca, profetizzato anche
da NOSTRADAMUS, portatore di pace nel mondo sconvolto dalla falce e dalla
mezzaluna.
Nell'immagine a lato,
ritratto di Nostradamus
L'ultima data
fissata dalla piramide è il 2001. A questo punto abbiamo potuto verificare la
verità di alcune date, ma perché oltre il 2001 non ve ne sono altre?
Avrebbe potuto significare, questa data, la fine del mondo?
In ogni caso, per nostra fortuna non è successo niente. Rimane, comunque, il
mistero della profezia che si è arrestata a questo punto. E a noi rimane la
curiosità di scoprire ancora qualcosa di nuovo su questa imponente costruzione.
All'inizio del 1985 due architetti francesi, GILLES DORMION e JEAN PATRICE
GOIDIN, si recarono in visita alla grande piramide.
Come molti altri visitatori prima di loro, essi furono affascinati dalla
grandiosità del monumento e, come molti altri, credettero di poterne violare i
segreti.
Secondo loro le anomalie presenti nella struttura erano una traccia per arrivare
alle stanze segrete, dove si trovavano i resti mortali di Cheope.
Si sarebbe così risolto uno dei più grandi interrogativi della storia: dove si
trova il cadavere che dovrebbe essere sepolto nella piramide?
Rispetto ai loro
predecessori, i due francesi erano tecnologicamente avvantaggiati. Nell'agosto del 1986, dopo aver esplorato più volte i corridoi di pietra, essi
vi ritornarono con un microgravimetro, uno strumento molto sofisticato in grado
di registrare i vuoti di densità (cioè le cavità) della piramide. Dietro i
muri di un corridoio che porta alla Camera della Regina, il congegno scoprì i
vuoti che essi si aspettavano.
Nell'immagine
a lato,
la piramide di Cheope
Essi chiesero ed ottennero dalle autorità egiziane il permesso
di trivellare i vecchi muri di calcare alla ricerca dei segreti della piramide.
Per molti giorni i lavori continuarono. Gli architetti e i loro colleghi
lavorarono ininterrottamente nei cunicoli, mentre le trivelle perforavano quasi
due metri di roccia in tre punti differenti.
Ma l'unica scoperta furono delle sacche di sabbia impalpabile e cristallina. A
quanto sembra lo strumento non era in grado di determinare con precisione la
posizione. E così le stanze segrete, ammesso che esistessero veramente,
rimasero tali. La piramide, ancora una volta, non aveva svelato i suoi segreti.
Perché fu costruita la piramide?
Se era una tomba, perché non si sono mai trovate le ricchezze della famiglia
reale e neppure una mummia reale? Queste domande, che molti studiosi si sono
posti, non hanno ancora trovato delle risposte. La piramide, ancora oggi, non è
stata ancora completamente esplorata.
La piramide di
Cheope si trova a circa 15 km dal Cairo, sull'altopiano roccioso di Giza.
Arrivando sul posto la piramide appare all'improvviso, ai margini del deserto,
come un'incredibile montagna di pietra color sabbia.
Un tempo le carovane, arrivando dal deserto, prima di raggiungerla la vedevano
per giorni. Un piccolo triangolo all'orizzonte che diventava man mano più
grande, mentre si avvicinavano.
Da vicino, la piramide è imponente e grandiosa. La grande piramide e le due
vicine, attribuite ai diretti successori di Cheope, furono erette durante la IV
dinastia egizia, tra il 2613 e il 2494 a. C.
Secondo gli studiosi Cheope, il cui
nome egiziano era KHUFU, si sarebbe fatto costruire l'enorme edificio come
tomba.
Gli egittologi sostengono che la forma della piramide è legata al culto solare. Secondo loro, la pendenza dei lati assomiglia all'inclinazione dei raggi del
sole che scendono da una nube; quindi la piramide rappresenterebbe una scala
verso il cielo.
Nell'immagine a lato,
la piramide di Micerino
Secondo uno studioso, l'edificio era un tempio segreto dove gli eletti passavano
attraverso un rituale mistico che li trasformava in dei.
Gli iniziati trascorrevano tre giorni e tre notti all'interno della piramide,
mentre il loro KA, l'anima, abbandonava il corpo entrando nelle sfere spirituali
dello spazio. E i candidati raggiungevano l'immortalità, diventando semidei.
Molti osservatori dubitano che un edificio così imponente fosse destinato ad
essere solo una tomba. Fin dai tempi più remoti sono sorte, a questo riguardo,
molte spiegazioni.
Lo storico romano GIULIO ONOFRIO, ad esempio, dichiarò che le piramidi erano
dei granai; secondo un altro scrittore antico erano dei vulcani spenti.
Uno studioso che si interessò molto alla piramide fu un califfo arabo del IX
secolo: ABDULLAH AL MAMUN.
Egli era un giovane sovrano con il pallino della scienza ed un particolare
interesse per l'astronomia. Proprio a causa di questo suo interesse egli decise
di occuparsi della piramide quando venne a sapere che, secondo alcuni, nelle
stanze segrete si trovavano delle mappe celesti.
Quindi nell'820 a. C. egli si mise al lavoro con la sua squadra di architetti e
muratori.
Non trovando un accesso alla piramide, il califfo e i suoi incendiarono i
blocchi di calcare e poi li bagnarono con l'aceto, fino a spaccarli. Riuscirono,
così, ad aprirsi un varco e raggiunsero un corridoio molto stretto, alto poco
più di un metro, che saliva rapidamente, in cima al quale trovarono l'ingresso
vero e proprio della piramide, a quindici metri dal suolo, bloccato e nascosto
da una porta di pietra girevole.
Gli esploratori tornarono sui loro passi, seguendo il corridoio in discesa e
strisciando carponi nell'oscurità. Alla fine di questo trovarono soltanto una
stanza vuota, non ancora terminata.
La loro delusione fu grande, però si riaccese l'entusiasmo quando gli uomini
del califfo ritornarono indietro e scoprirono un altro corridoio in salita.
Ma l'ingresso era sbarrato da un masso di granito.
Cercarono di romperlo con martelli e scalpelli, senza riuscirci. Gli arabi non
si persero d'animo e scoprirono che potevano aprirsi un varco scheggiando i
blocchi di calcare intorno al masso.
Quando furono dall'altra parte, trovarono un altro masso di granito, e poi altri
ancora. Erano, evidentemente, tutti tentativi di impedire l'accesso alla parte
più segreta della piramide.
Nell'immagine
a lato,
la Valle dei Re
Gli esploratori
riuscirono ad aggirare tutti gli ostacoli; alla fine, sbucarono in un corridoio
basso che deviava verso l'alto fino ad intersecare un secondo corridoio
orizzontale.
L'ultimo terminava in una stanza a timpano quadrata, alta sette metri e larga
sei. Era la stanza chiamata " CAMERA DELLA REGINA", per l'usanza araba
di seppellire le donne in tombe dal tetto a timpano.
Ma anche questa stanza era vuota. Più delusi e stanchi che mai, gli arabi
ritornarono al corridoio in salita e scoprirono che esso si allargava e formava
una galleria con muri alti otto metri e mezzo di calcare levigato, quella che
veniva chiamata la GRANDE GALLERIA.
Questa saliva altri cinquanta metri e sbucava, alla fine, in una anticamera,
oltre la quale si trovava la stanza interna più grande, lunga undici metri,
larga cinque ed alta sei: la "CAMERA DEL RE".
Il califfo e i compagni entrarono convinti di trovare un tesoro favoloso. Addossato al muro vi era un sarcofago di pietra marrone, molto grande.
Facendosi luce con le torce, essi si avvicinarono e vi guardarono dentro:
il sarcofago era vuoto!
In preda alla delusione ed alla rabbia si accanirono con gli scalpelli contro le
pareti della stanza, nella speranza di trovare un tesoro, ma non trovarono
nulla! Il califfo concluse che il tesoro della piramide non esisteva affatto. Il
sarcofago vuoto era tutto quello che si trovava nella stanza. Oppure, non si sa
chi o come, qualcuno era riuscito ad entrare nella stanza ed era riuscito a
portare via il favoloso tesoro di Cheope (file aggiornato nel Novembre 2005)
Emanuela Cella Ferrari