IL
CONCETTO DI SEFIRA'
Cercheremo
di capire meglio di cosa si parli quando si nomina la parola Sefirà.
Si tratta di uno dei concetti più importanti della Cabalà, tra i più
popolari e noti a quanti s'interessano a tale disciplina così
complessa e misteriosa. Contrariamente a ciò che potrebbe far pensare
la somiglianza fonetica, "Sefirà" non significa
"sfera". Un esame della radice ebraica ci aiuterà a far
luce sul significato di tale parola. Sefirà proviene dalla radice
Safar, che ha tre significati principali:
- "Numero"
(mispar). Si pensi all'italiano "cifra". Le Sefirot possono
venire capite come le qualità possedute dai primi dieci numeri
interi. Lo studio della Cabalà comporta quindi la chiarificazione dei
concetti della numerologia, o anche la loro ridefinizione. Ad esempio,
la comprensione del valore spirituale del numero Uno permette di
derivare informazioni applicabili alla Sefirà Keter (Corona), la
prima dall'alto. La comprensione del numero Due ci permette di fare
l'analoga cosa con la Sefirà di Chokhmà, ecc. Il processo vale anche
in senso inverso, e il valore numerologico delle unità da uno a dieci
può venire derivato dalle qualità delle Sefirot corrispondenti.
- "Libro"
o "Racconto" (sefer o sippur). Le Sefirot sono come dei
libri, che contengono racconti, descrizioni, simboli, miti,
personaggi, avvenimenti storici, tradizioni. Tutto il contenuto della
Bibbia può venire letto secondo il paradigma delle Sefirot: ad
esempio, i primi sei giorni della Genesi sono le sei Sefirot da Chesed
a Yesod; i Patriarchi sono personificazioni dell'energia contenuta
nelle Sefirot (Abramo è Chesed, Isacco è Ghevurà, Giacobbe è
Tiferet), ecc.
- "Luce"
o "Pietra preziosa" (zaffiro, sapir). Qui le Sefirot sono
dei centri d'irradiamento di un'energia superiore, puro riflesso della
coscienza Divina. Esse sono dei fari-guida lungo il cammino di
crescita morale e spirituale, sono delle pietre preziose che
arricchiscono enormemente la natura di colui che le scopre, e sa
assorbire e mettere in pratica i loro insegnamenti.
Questi
tre significati equivalgono anche a tre livelli di qualità nei quali
le Sefirot operano. Il più basso è il primo, in cui esse agiscono
come numeri. Qui le Sefirot sono le unità fondamentali delle leggi
fisiche e matematiche, su cui poggia la creazione. Si tratta
dell'energia contenuta nei numeri, la loro identità segreta, la loro
vibrazione. Sotto tale veste, le Sefirot si rispecchiano nelle
costanti cosmologiche, quei numeri particolari che caratterizzano il
comportamento dei più importanti fenomeni naturali (come la velocità
della luce, o la costante di Plank, o la costante di struttura fine,
quella della gravitazione, ecc.) Tuttavia qui esse sono astratte e
impersonali, spesso non distinguibili dalle forme che le rivestono.
Il secondo livello (Sefirà come "libro" o
"racconto") è già più ricco di concretizzazioni, d'esempi
pratici, morali e psicologici, molto più attivi sul piano umano. Qui
si situa anche l'interpretazione tradizionale delle Sefirot, come fasi
dell'emanazione divina, come pure quella offerta dal Chasidismo, che
le spiega quali potenze dell'anima (la capacità di conoscere,
d'amare, di aver fiducia, di temere, di operare, ecc).
Infine, al piano terzo (Luci) le Sefirot si dispongono in modo
organico, formando i Partzufim o "Personificazioni". Qui le
Sefirot sono armoniosamente connesse le une con le altre, ed operano
sempre in formazioni composte da almeno trenta unità. Ciò significa
che ogni Partzuf è un'entità composta da tre "Alberi della
Vita" completi, rappresentanti il capo, il tronco e gli arti
inferiori del Partzuf. Negli altri piani succedeva invece che le
Sefirot operassero in modo separato l'una dall'altra, con la
possibilità che si creassero problemi di comunicazione o di
collaborazione. A questo terzo livello le Sefirot sono centri di luce
dai quali irradia costantemente il flusso benefico che guida la
creazione intera verso il suo compimento finale, verso la pace e la
beatitudine cosmica.
BREVE
DESCRIZIONE DELLE DIECI SEFIROT
Keter
= Corona.
Simile ad una corona, che è posta al di sopra del capo e lo circonda,
Keter si trova al di sopra di tutte le altre Sefirot. Così come la
corona non fa parte del capo ma è cosa distinta, Keter è
fondamentalmente diversa dalle altre Sefirot. Essa è il trascendente,
l'ineffabile, l'origine di tutte le luci che riempiono le altre
Sefirot. Nel corpo umano essa non ha una corrispondenza specifica, in
quanto lo avvolge tutto, ma a volte la si associa con la scatola
cranica. Secondo la Cabalà, Keter contiene una struttura tripartita,
che nell'anima corrisponde alle tre esperienze di Fede, Beatitudine,
Volere. Quello della struttura tripartita di Keter è uno dei segreti
più importanti di tutta la Cabalà. Keter è la radice dell'Albero,
che quindi è capovolto, dato che possiede le radici in alto e i rami
in basso.
Chokhmà
= Sapienza
È il lampo dell'intuizione che illumina l'intelletto, è il punto in
cui il super-conscio tocca il cosciente. È il seme dell'idea, il
pensiero interiore, i cui dettagli non sono ancora differenziati. È
la capacità di sopportare il paradosso, di pensare non in modo
lineare ma simultaneo. Si tratta di uno stato raggiungibile solo a
tratti, e comunque richiede una grande maturità ed esperienza. È lo
stato del "non giudizio", in quanto con la sapienza si
percepisce come la verità abbia sempre aspetti. Nel corpo umano
corrisponde all'emisfero cerebrale destro. Nel servizio dell'anima
corrisponde allo stato di Bitul = Nullificazione del sé. In altri
termini, è possibile raggiungere la sapienza solo tramite
l'annullamento dell'ego separato e separatore.
Binà
= Intelligenza.
È il prendere forma dell'idea o del concetto concepito da Chokhmà.
Si tratta della sede del pensiero logico, razionale, matematico, sia
nella sua forma astratta e speculativa che in quella concreta e
applicata. È quella forma di pensiero che si appoggia alle parole, è
può venire scambiato e condiviso tramite il linguaggio. Binà è la
capacità di integrare nella propria personalità concetti e idee
diverse, assimilandole e ponendole in comunicazione. Se Binà funziona
a dovere, il pensiero diventa in grado di influenzare positivamente le
proprie emozioni, in virtù delle verità comprese e integrate nella
propria personalità. Nel corpo umano Binà corrisponde all'emisfero
cerebrale sinistro. Ai suoi livelli più evoluti, Binà convoglia
l'esperienza della Felicità, il trasformarsi delle giuste conoscenze
intellettuali nella gioia di chi sente di avere trovato le risposte.
Da'at
= Conoscenza unificante.
Poiché Keter è troppo elevata e sublime per venire conosciuta e
contata, il suo posto viene preso da un'undicesima Sefirà, posta più
in basso, tra il livello di Chokhmà - Binà e quello di Tiferet. Essa
permette l'unificazione dei due modi di pensare tipici degli emisferi
cerebrali destro e sinistro: intuizione e logica. Da'at è l'origine
della capacità di unificare ogni coppia di opposti. Spiritualmente
parlando, essa è la produttrice del seme umano che viene trasmesso
durante il rapporto sessuale. Nel corpo umano corrisponde alla parte
centrale del cervello e al cervelletto. Nel Chasidismo essa diventa la
facoltà dello Yichud, Unione.
Chesed
= Amore.
Si esprime tramite benevolenza e generosità, assolute e senza limiti.
È l'amore che tutto perdona e giustifica. La creazione è motivata
dal Chesed di Dio, che ne costituisce la base sulla quale poggia, come
dice il verso: "Olam chesed ibanè" = "Il mondo viene
costruito sull'amore". Si tratta della capacità di attrarre a sé,
di perdonare, di nutrire i meritevoli come i non meritevoli. È
attaccamento e devozione, è la mano destra, che vuole chiamare a sé,
avvicinare gli altri.
Ghevurà
= Forza.
Il fulgore di Chesed è troppo intenso per le creature finite e
limitate, e se esse lo ricevessero in pieno ne sarebbero soffocate.
Ghevurà si incarica di restringere, diminuire, controllare e
indirizzare tale discesa di luce e abbondanza. È la mano sinistra,
estesa per respingere, è ogni tipo di forza atta a porre limite e
termine all'esistenza. Pur avendo delle connotazioni negative, senza
Ghevurà l'amore non potrebbe realizzarsi, in quanto non troverebbe un
recipiente atto a contenerlo. Inoltre, è quel calore eccitato e
entusiasta che accompagna l'amore. Senza Ghevurà, l'Amore non sarebbe
altro che un sentimento pio e meritevole, ma privo di dinamismo e
forza attiva. Nell'anima illuminata Ghevurà si trasforma nella virtù
del Timor di Dio.
Tiferet
= Bellezza.
È la Sefirà che si incarica di armonizzare i due opposti modi
operativi di Chesed e Ghevurà. Tiferet è costituita da tanti colori
riuniti insieme, cioè dal coesistere di tante tonalità e caratteri
diversi, integrati in un'unica personalità. Si rivela nelle complesse
emozioni provate contemplando il bello e l'armonia estetica.
Corrisponde all'esperienza della Compassione, che è amore misurato,
capace di premiare e di lodare, ma anche di rimproverare e di punire
pacatamente, se necessario, affinché il bene si imponga sul male con
forza sempre maggiore. Nel corpo umano si trova al centro del cuore.
Netzach
= Eternità o Vittoria.
È la capacità di estendere e realizzare l'amore di Chesed nel mondo,
dandogli durata e stabilità, e vincendo gli ostacoli che si
frappongono alle buone intenzioni. È costanza e decisione, è il
saper vincere, cioè il non inebriarsi eccessivamente della vittoria.
È il senso di Sicurezza che pervade chi sa di appoggiarsi sul luogo
giusto. Nel corpo corrisponde alla gamba destra.
Hod
= Splendore.
Si incarica di rendere concrete le emozioni provenienti da Ghevurà.
È la capacità dinamica dell'individuo, applicata al mutare delle
circostanze esterne. È la velocità di cambiamento, l'adattarsi a
nuove esigenze. È il saper perdere, cioè il non abbattersi per le
sconfitte, ma l'imparare da esse ciò che va cambiato. È il senso
degli affari e del vivere in società. Corrisponde alla qualità della
Semplicità, che nella Cabalà viene spiegata come la capacità di non
preoccuparsi troppo del futuro. Nel corpo essa occupa la gamba
sinistra.
Yesod
= Fondamento.
È il luogo ove si concentrano tutte le emozioni, è la base segreta
della propria personalità, le aspirazioni nascoste, gli ideali, le
attrazioni emotive. Governa anche il riuscire a fondere insieme tutto
ciò che si ha da dare, e l'indirizzarlo verso la persona giusta nel
momento giusto. La sua locazione nel corpo fisico è nella zona degli
organi sessuali; Yesod controlla dunque la vita sessuale, la cui
giusta espressione è il fondamento su cui basare la personalità. È
la qualità della Verità, intesa come tratto indispensabile per
realizzare felicemente le relazioni umane.
Malkhut
= Regno o Sovranità.
Pur essendo l'ultima Sefirà, essa ha un ruolo importantissimo. È la
somma dei propri desideri, la percezione di ciò che ci manca. È la
componente che motiva e indirizza l'operato di tutte le altre facoltà.
In chi accumula abbastanza meriti, è il luogo ove la luce cambia
direzione, passando dalla discesa alla salita. In chi non ha meriti,
è il luogo ove si fa esperienza della caduta, della povertà e della
morte. Al meglio, Malkhut è il femminile per eccellenza, la sposa
desiderata, la Shekhinà, o la parte femminile di Dio. Nell'anima
individuale è la qualità dell'Abbassamento, senza la quale ogni atto
di governo e ogni espressione di potere sono fasulli, destinati prima
o poi a crollare miseramente. Infatti, a livello fisico essa è la
pianta dei piedi, o la terra stessa. Malkhut è l'origine di ogni
recipiente, è il mondo fisico, il più vicino alle forze del male e
quindi il più bisognoso di protezione, che le viene accordata grazie
all'osservanza dei precetti e alla pratica delle buone azioni (file
aggiornato nel Novembre 2005).
Myrko Cassano
Testo di Myrko Cassano, depositato a norma di legge.
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