Fu fatto vescovo perché, rimasta Myra senza vescovo, uno degli
ecclesiastici riuniti in assemblea per eleggere il nuovo vescovo sognò
che l’uomo migliore per la carica sarebbe stato il primo uomo entrato
in chiesa la mattina: Nicola.
Intorno a lui sono sorte numerose leggende.
Si raccontava
che egli avesse salvato alcuni uomini da un naufragio, placando la
tempesta, e per questo divenne protettore dei marinai.
Quando la regione di Myra subì una terribile carestia, Nicola
intervenne e le spighe rinsecchite si gonfiarono di grano.
Avendo saputo che tre studenti erano stati uccisi da un oste che voleva
derubarli, egli li fece resuscitare e costrinse l'oste a restituire il
denaro e a chiedere perdono.
Narra un’altra
leggenda che un vicino di casa, caduto in miseria, non potesse
assicurare la dote alle tre figlie, condannandole così a non maritarsi,
o addirittura a prostituirsi.
Allora Nicola gettò in casa loro, nottetempo, tre borse piene d’oro.
Per questo fu considerato protettore delle fanciulle in età da marito.
Il santo era
amatissimo dal popolo.
Le sue
gesta leggendarie furono immortalate in un canto gregoriano. Un manoscritto normanno dell’XI secolo narra che che il priore di
un monastero si oppose al canto, che gli suonava sgradito: il santo
stesso arrivò di notte e percosse il priore per punirlo "come si fa per insegnare
l'alfabeto ai ragazzi svogliati".
Nicola finì perfino su monete fatte coniare da Ruggero II.
Fino a poco tempo fa, in Puglia e nell’Europa orientale, si
considerava la festa di S. Nicola un gioioso anticipo del Natale. Oggi l’usanza
di far trovare dolci o regalini sopravvive a Bari, a Molfetta e anche a
Trieste (ringraziamo la lettrice Luisa per la precisazione).

Ma
se andiamo nel Nord dell'Europa scopriamo che San Nicola, che nel primo
Medioevo si chiamava San Nicolaus, divenne popolare come Santa Klaus. I protestanti, dopo la Riforma, gli affidarono la missione di portare
regali ai bambini, però gli tolsero i paramenti solenni e lussuosi da
vescovo, troppo vicini alle raffigurazioni dei Cattolici.
Persi i paramenti, divenne una figura allegra e colorata.
Emigrato in
America, il suo aspetto subì una ulteriore metamorfosi: quello che era stato un
mantello da vescovo divenne un giaccone rosso, orlato di pelliccia, la
mitra divenne un cappuccio, e, con queste nuove sembianze, è oggi noto
come Babbo Natale.
Nel 1848 la
fantasia di Clement Moore gli tolse il carretto pieno di doni trainato
da un cavallo e gli attribuì una slitta trainata da renne.
Thomas Nast per il numero del primo gennaio della rivista Harper’s
Weekly disegnò uno storico Babbo Natale con pancione, barba bianca, sacco in spalla,
le braccia piene di regali per i bambini di tutto il mondo e in testa un berretto
ornato da un ramo di agrifoglio.
Nel 1931 il grafico pubblicitario Haddon H. Sundbolm disegnò un
Babbo Natale un bel
faccione pacioso, il naso a patata, l'abito rosso, una lunga barba bianca
e una bottiglietta in mano, per la campagna della Coca Cola, divenuto celeberrimo.
Adesso in ogni paese Babbi Natale con il vestito tradizionale sono
presenti nei negozi, per le strade e nei centri commerciali per tutto il
mese di dicembre.
E Babbo Natale, nella sua casa ufficiale al Polo Nord, riceve milioni di
lettere dai bambini di tutto il mondo.
Aurora
e Devon Scott