SPECCHIO MAGICO
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Nuovi Autori: Rocco Aprile
Il sole e il sale
di ROCCO APRILE
Edizioni Libreria Icaro, Lecce, 2006, Euro 16,00
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Il travaglio di un
popolo, rimasto vivo e vitale attraverso un
millennio di rinunce, di privazioni, di fame; vicende di personaggi
caratterizzati in modo indimenticabile; la lingua peculiare e originale
– il griko -, che alla fine della vicenda si smorza quasi
inavvertitamente; il brusco crollo delle ideologie fasciste e tanti altri
motivi animano le pagine di questo racconto, che si snoda in un
susseguirsi di scene rapide e improvvise, in uno stile apparentemente
dimesso, ma sempre sorvegliato e classicamente sobrio. Il sole e il
sale sfugge ad ogni facile e superficiale classificazione: più
che un romanzo è una lunga cronaca, con personaggi realmente esistiti. Ma
supera i ristretti limiti della cronaca, per spaziare in orizzonti sempre
più vasti, immergendo il lettore in un mondo che oggi sembra rifarsi a
un’epoca mitica e remota.
Dall'introduzione:
"
Nel dicembre del 1987, cioè quasi vent'anni fa, il circolo culturale
Ghetonia pubblicava Il sole e il sale dello storico Rocco
Aprile suscitando a Calimera, mio paese natio, un grande interesse (tanto
che nel giro di poche settimane le mille copie stampate andarono quasi
esaurite), ma anche innumerevoli polemiche, perché gli avvenimenti
narrati erano realmente accaduti e così pure molti personaggi
rappresentati erano effettivamente vissuti e venivano presentati col loro
nome e soprannome, oppure erano facilmente individuabili. Il mio intento
non era tuttavia quello di parlare di questo o quel personaggio, ma di
rappresentare nel suo insieme un'intera comunità, quella calimerese, con
le debolezze, con le tradizioni, con la sua lingua.
Ma
come nacque questo romanzo?
Due insegnanti di lettere della locale Scuola Media, Enza Guido e Isabella
Crety, mi suggerirono l'idea di scrivere un lungo racconto, che
rispecchiasse usi, costumi, lingua di Calimera, uno dei paesi della
provincia di Lecce in cui si parlava ancora un dialetto greco (il "griko"),
che per tanti secoli aveva rappresentato l'unico mezzo adoperato dagli
abitanti della Grecìa salentina non solo per comunicare tra di loro, ma
anche per esprimere i loro più riposti sentimenti in innumerevoli canti
di alta poesia.
Nella
prima metà del racconto le vicende narrate si svolgono esclusivamente a
Calimera e la lingua usata nei colloqui è quasi sempre il griko. Nella
seconda parte, invece, l'orizzonte si allarga ed il protagonista
principale della vicenda si sposta nel capoluogo, trascinando con sé la
sua numerosa famiglia.
Nella prima parte del romanzo mi sforzo di rappresentare un ambiente
rimasto immobile nei secoli con le sue credenze, la sua morale, i suoi
costumi, la sua lingua. . .
Ma, come è ben noto, questo "piccolo mondo antico" venne
bruscamente spazzato via dall'immane conflitto, che cambiò radicalmente i
costumi, le abitudini, la vita stessa della comunità greco-salentina. Se,
prima della guerra, tutti si esprimevano in grico sia in pubblico che in
casa, subito dopo quasi tutti sentirono la necessità di scrollarsi di
dosso la lingua parlata per secoli dall'intera comunità, considerandola
inadeguata ad esprimere la complessa realtà del mondo moderno.
In seguito alle affettuose insistenze di molti amici, mi sono deciso a
ripubblicare il romanzo.
Rocco
Aprile è nato nel 1929 a Calimera, nel Salento. Ha insegnato italiano
e storia nell’Istituto Magistrale “P. Siciliani” di Lecce. Figura
essenziale del movimento di riscoperta delle tradizioni greco-salentine e
di salvaguardia della lingua grika, è tra i fondatori del Circolo
Culturale Ghetonia. Ha pubblicato la Storia
della Grecia Moderna e diretto la collana “Grecìa salentina:
problemi e documenti” per Capone editore. Vive a Calimera.
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